L’importanza della vaccinazione contro meningococco B e pertosse: cosa insegnano i recenti focolai

Negli ultimi mesi, due episodi di cronaca hanno riportato al centro dell’attenzione pubblica l’importanza delle vaccinazioni: l’epidemia di meningite da meningococco B nel Kent, Regno Unito, e il focolaio di pertosse che ha colpito la squadra di calcio del Sassuolo. Sebbene si tratti di situazioni tra loro molto diverse (in un caso un campus universitario e nell’altro uno spogliatoio) entrambe dimostrano quanto le malattie infettive possano diffondersi rapidamente e quanto la prevenzione vaccinale resti uno strumento fondamentale di sanità pubblica.

Il focolaio di meningite nel Kent

Nel marzo 2026 le autorità sanitarie britanniche hanno segnalato un focolaio di meningite da Neisseria meningitidis di sierogruppo B nell’area di Canterbury, nella contea del Kent. L’evento ha coinvolto soprattutto studenti universitari e giovani adulti, con oltre venti casi segnalati e due decessi, oltre a numerosi ricoveri[1].

L’epidemia sarebbe stata inizialmente collegata a un locale notturno frequentato da molti studenti, il che mette in evidenza come luoghi affollati e contatti ravvicinati possano favorire la trasmissione dell’agente patogeno attraverso le secrezioni respiratorie o la saliva.

La risposta delle autorità sanitarie è stata immediata: somministrazione di antibiotici ai contatti stretti e avvio di una campagna vaccinale mirata contro il meningococco B per gli studenti e le persone a rischio.

Questo episodio ricorda che, nonostante la meningite meningococcica sia relativamente rara, può avere un decorso rapido e potenzialmente letale, con una mortalità stimata tra l’8% e il 15%.

Dipendenti in smart working a Milano

Anche in Italia è stato riscontrato un caso di meningite da meningococco presso gli uffici di Torre Gioia 22 di Intesa Sanpaolo a Milano. L’azienda ha pertanto invitato i dipendenti ad adottare lo smart working per alcuni giorni [2].

Il caso Sassuolo e il ritorno della pertosse

Un secondo episodio, questa volta in Italia, ha riguardato un focolaio di pertosse all’interno della squadra di calcio del Sassuolo. Il club ha confermato un caso diagnosticato e diversi giocatori con sintomi compatibili, che sono stati isolati e monitorati dal personale medico.

La pertosse, causata dal batterio Bordetella pertussis, è tradizionalmente considerata una malattia dell’infanzia. Tuttavia, negli ultimi anni si è osservato un aumento dei casi anche tra gli adulti, spesso legato al calo della protezione vaccinale nel tempo [3].

Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), tra il 2023 e il 2024 in Europa sono stati segnalati circa 60.000 casi di pertosse, un numero molto superiore rispetto agli anni precedenti.

Questo dimostra che la malattia non riguarda solo i bambini e che gli adulti possono diventare serbatoi di infezione, soprattutto se non effettuano i richiami vaccinali raccomandati.

Il ruolo chiave della vaccinazione

Gli episodi del Kent e del Sassuolo mettono in luce una questione fondamentale: le malattie infettive possono riemergere quando la copertura vaccinale diminuisce o quando l’immunità individuale si riduce nel tempo.

Vaccino contro il meningococco B

Il vaccino contro il Meningococco B è uno strumento essenziale per prevenire la meningite meningococcica. In molti Paesi viene somministrato nei primi mesi di vita, ma in alcune situazioni di rischio — come focolai o contesti comunitari ad alta densità — può essere raccomandato anche a adolescenti e giovani adulti, che rappresentano una delle fasce più colpite dalla malattia.

Vaccino contro la pertosse

La vaccinazione contro la pertosse fa parte del calendario vaccinale infantile, ma l’immunità tende a diminuire nel corso degli anni. Per questo motivo sono raccomandati richiami periodici (ogni 10 anni) negli adulti, nella formulazione dTpa (difterite, tetano, pertosse) [4]. Inoltre, per le donne in gravidanza è raccomandata la vaccinazione con dTpa tra la 27a e la 36a settimana di gestazione, per trasmettere gli anticorpi al feto e proteggere il neonato nei primi mesi di vita.

Questi richiami sono fondamentali per proteggere i soggetti più vulnerabili, soprattutto i neonati, nei quali la malattia può essere particolarmente grave.

Una lezione dalla cronaca sanitaria

I recenti eventi dimostrano che anche malattie considerate sotto controllo possono riemergere rapidamente in contesti favorevoli alla trasmissione. Università, scuole, spogliatoi sportivi e luoghi affollati rappresentano ambienti ideali per la diffusione di patogeni respiratori.

La vaccinazione rimane quindi uno degli strumenti più efficaci per:

  • prevenire focolai epidemici
  • ridurre la circolazione dei patogeni
  • proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione

In un’epoca caratterizzata da elevata mobilità e intensi scambi sociali, mantenere alte coperture vaccinali e aggiornare i richiami non è solo una scelta individuale, ma un atto di responsabilità collettiva per la tutela della salute pubblica.

Fonti / Bibliografia

Bibiografia:

[1] https://www.rainews.it/articoli/2026/03/allarme-meningite-in-uk-morti-2-giovani-in-kent-profilassi-per-migliaia-di-studenti-f1325a3b-306b-4332-9c13-3d4525c16371.html

[2] https://tg24.sky.it/cronaca/2026/03/27/milano-meni...

[3] Wang S, Zhang S, Liu J. Resurgence of pertussis: Epidemiological trends, contributing factors, challenges, and recommendations for vaccination and surveillance. Hum Vaccin Immunother. 2025 Dec;21(1):2513729. doi: 10.1080/21645515.2025.2513729. Epub 2025 Jun 9. PMID: 40491090; PMCID: PMC12153400.

[4] https://vaccinarsinpiemonte.org/scienza-conoscenza...

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