Informazioni Vaccino antimeningococco B

Le malattie meningococciche sono gravi malattie batteriche causate dal Meningococco (Neisseria meningitidis). Il meningococco provoca gravi casi di meningite (infiammazione delle membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale) soprattutto nei bambini piccoli e negli adolescenti.

Neisseria Meningitidis (Meningococco) è un batterio responsabile di patologie come meningite e sepsi, con decorso grave che può portare a morte o residuare in sequele come ipoacusia, ritardo mentale o perdita di falangi o degli arti. Sono colpiti soprattutto i bambini sotto i tre anni di età. In Italia i sierotipi più frequenti di Meningococco sono C e B.
Il vaccino contro il Meningococco di tipo B protegge dalle infezioni causate dal batterio Neisseria Meningitidis del gruppo B. Il vaccino serve a stimolare la produzione di anticorpi nei confronti di più antigeni e che si ritiene abbiano un ruolo protettivo contro la malattia meningococcica invasiva.Data l’elevata incidenza nei primi due anni di vita, si consiglia di iniziare il ciclo di vaccinazioni già dal terzo mese di vita.

Vaccini disponibili
I vaccini disponibili sono i vaccini a DNA ricombinante.

Chi e quando vaccinare
La vaccinazione anti-meningococco B viene somministrata al 3° mese di vita a tutti i nuovi nati; sono possibili schemi a 2 o 3 dosi per il ciclo primario e, successivamente, deve essere programmata una dose di richiamo. La vaccinazione è raccomandata e gratuita.Il calendario vaccinale piemontese prevede un ciclo a 4 dosi (3 per il ciclo primario e 1 dose di richiamo), secondo il seguente schema:

1° dose: 3° mese (dal 75° al 90° giorno di età)

2° dose: 5° mese (dal 135° al 150° giorno di età)

3° dose: 7° mese (dal 181° al 210° giorno di età)

4° dose: 15°-18° mese di età (entro i 2 anni e comunque dopo almeno 6 mesi dal completamento del ciclo primario).

Nel caso in cui la prima dose venga somministrata tra il sesto e l’undicesimo mese di vita, si procede con il ciclo a tre dosi; le prime due somministrate con un intervallo di almeno due mesi l’una dall’altra, e la dose di richiamo entro il secondo anno di vita.

Controindicazioni e controindicazioni temporanee; false controindicazioni
Non esistono situazioni cliniche che controindichino alla vaccinazione, eccetto che in quei soggetti che hanno sviluppato reazioni allergiche molto gravi (anafilassi) a sostanze contenute nel vaccino, sia principi attivi sia eccipienti, o a dosi precedenti dello stesso o in soggetti affetti da disordini delle piastrine o patologie della coagulazione per cui risulti controindicata l’iniezione intramuscolare
Rappresenta una controindicazione temporanea lo stato febbrile acuto, per cui è necessario rimandare la vaccinazione.Tuttavia, non deve comunque essere rimandata nel caso di una lieve infezione, come il raffreddore

Precauzioni
Dato l’aumentato rischio di febbre e la possibile dolorabilità nel sito di iniezione, quando possibile si può valutare o la somministrazione in sedute vaccinali diverse o, più semplicemente, l’iniezione in una sede differente. Vi è poi la possibilità di assunzione di paracetamolo prima o poco dopo la vaccinazione, al fine di ridurre l’incidenza della febbre e della dolorabilità nella sede dell’iniezione, senza influenzare l’immunogenicità del vaccino

Come vaccinare
Il vaccino viene somministrato per via intramuscolare e determina una protezione di lunga durata.

Effetti indesiderati (lievi/moderati/gravi)
Come tutti i farmaci, possono comparire effetti indesiderati, che vengono classificati in base alla frequenza in molto comuni (più di 1 caso su 10), comuni (più di 1 caso su 100), non comuni (più di 1 caso su 1000), rari (più di 1 caso su 10000) e molto rari (meno di 1 caso su 10000).
Gli effetti collaterali molto comuni sono: disturbi dell’alimentazione, sonnolenza, pianto, cefalea, diarrea e vomito, eruzione cutanea, febbre e dolore al sito di iniezione
Effetti indesiderati moderati/gravi sono l’orticaria (raro), le crisi convulsive (rare) e la sindrome di Kawasaki (rara). Sono possibili reazioni anafilattiche al vaccino, anche se il rischio di tali reazioni è estremamente basso.


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