Vaccinazioni in farmacia: in Piemonte si amplia l’offerta

Il Piemonte amplia progressivamente l’offerta vaccinale nelle farmacie territoriali. L’iniziativa, frutto della collaborazione tra Regione Piemonte e Federfarma Piemonte, ha previsto l’introduzione della vaccinazione contro lo pneumococco (Streptococcus pneumoniae)[1].

La vaccinazione contro lo pneumococco nelle farmacie è prevista, nel 2026, per la coorte di assistiti nati negli anni dal 1952 al 1961. Dal 2027 verrà aggiunta anche la coorte di assistiti nati nel 1962. È importante sottolineare che, nell'ambito di questa modalità di offerta, la vaccinazione in farmacia è rivolta agli assistiti che non presentano condizioni di rischio. Le persone appartenenti a categorie a rischio vengono invece indirizzate ai servizi vaccinali delle ASL o al proprio Medico di Medicina Generale.

La possibilità di vaccinarsi in farmacia si aggiunge infatti all'offerta già garantita dai Medici di Medicina Generale, che continueranno a somministrare il vaccino nei propri ambulatori, e a quella tradizionale dei Servizi Vaccinali della ASL piemontesi. L'obiettivo è quello di ampliare le opportunità di accesso alla vaccinazione e rendere la prevenzione sempre più facilmente raggiungibile sul territorio.

Previste anche vaccinazioni contro HPV e Herpes Zoster

Il progetto prevede un'ulteriore estensione alle vaccinazioni contro il papillomavirus umano (HPV) e contro l'Herpes Zoster, comunemente conosciuto come “fuoco di Sant'Antonio”. Secondo la programmazione annunciata dalla Regione, l'obiettivo è rendere disponibili anche queste vaccinazioni in farmacia entro la fine del 2026, una volta consolidata la prima fase dedicata allo pneumococco.

Si tratta di vaccinazioni particolarmente importanti nell'ambito della prevenzione delle malattie infettive e delle loro complicanze. In Piemonte, la vaccinazione contro l'Herpes Zoster è già offerta gratuitamente alle persone di 65 anni [2] e alle categorie previste dalle raccomandazioni regionali, mentre la vaccinazione contro l'HPV è offerta gratuitamente a partire dall’undicesimo anno di età e soggetti appartenenti a determinate categorie a rischio, e rappresenta uno strumento fondamentale per prevenire le patologie oncologiche correlate all'infezione da questo virus[3].

La farmacia come luogo di prevenzione in una rete integrata

L'iniziativa si inserisce nel percorso di evoluzione della farmacia dei servizi, che affianca alla tradizionale dispensazione dei medicinali un numero crescente di attività di prevenzione e assistenza.

La capillarità della rete delle farmacie, la loro prossimità ai cittadini e il rapporto di fiducia instaurato con la popolazione possono rappresentare importanti opportunità per intercettare persone che, per diverse ragioni, non accedono facilmente ai servizi vaccinali tradizionali.

Rimane comunque fondamentale il ruolo dei Dipartimenti di Prevenzione e dei servizi vaccinali delle ASL, che mantengono una funzione centrale nella programmazione, nel coordinamento e nel monitoraggio delle attività vaccinali sul territorio. L’ampliamento dell’offerta attraverso le farmacie rappresenta quindi un’integrazione dei percorsi già esistenti, all’interno di una rete che coinvolge servizi vaccinali, Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta e altri professionisti sanitari. Una rete coordinata è essenziale per garantire appropriatezza dell’offerta, continuità dei percorsi, corretta registrazione delle vaccinazioni e attenzione alle persone con condizioni di rischio o bisogni specifici.

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