ESITAZIONE VACCINALE: IN ITALIA RIGUARDA QUASI UN ADULTO SU DUE

Secondo il nuovo studio pubblicato recentemente sull’autorevole rivista scientifica The Lancet Regional Health – Europe, in Italia la prevalenza di esitazione vaccinale si attesta al 46%.

L’esitazione vaccinale rimane un problema di notevole rilevanza per la salute pubblica a livello mondiale. Su tali basi è stato condotto lo studio dal titolo “Prevalence of vaccine hesitancy in Italy: a cross-sectional study” con l’obiettivo primario di stimare la prevalenza dell’esitazione vaccinale nella popolazione adulta in Italia, identificando i sottogruppi di soggetti più suscettibili. 

La ricerca è stata coordinata dal Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università di Torino e ha coinvolto la Dott.ssa Giuseppina Lo Moro, il Prof. Fabrizio Bert e la Prof.ssa Roberta Siliquini, principal investigator della ricerca. La survey ha visto inoltre la collaborazione di diverse Università italiane tra cui Roma “La Sapienza”, Pavia, Cagliari e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Per lo studio sono state intervistate oltre 52mila persone, un campione rappresentativo della popolazione e tra i più ampi mai utilizzati in studi analoghi condotti nel nostro Paese. 

Dall’indagine è emerso come una percentuale rilevante (46,09%) della popolazione adulta nutra dubbi, timori o sfiducia nei confronti delle vaccinazioni. L’esitazione vaccinale in Italia, oltre ad essere diffusa, risulta fortemente eterogenea e influenzata da fattori sociali, culturali e politici. Nello specifico, la prevalenza di esitazione vaccinale è risultata più alta tra le persone di età superiore ai 30 anni, in particolare nella fascia di età tra i 60 e i 74 anni, un importante target vaccinale. Invece, dal punto di vista territoriale, una minore esitazione vaccinale è stata riscontrata nell'Italia meridionale e nelle isole. Un’ulteriore significativa associazione evidenziata è stata quella con l’utilizzo di medicina alternativa, la quale è legata ad una più alta frequenza di esitazione vaccinale. 

I risultati hanno quindi evidenziato significative differenze nella prevalenza dell’esitazione vaccinale tra diversi profili demografici e sociali e hanno mostrato che le esperienze personali, l'orientamento politico, religioso e il contesto sociale possono influenzare in modo sostanziale l'esitazione. Da questo deriva la necessità di ripensare le strategie di sanità pubblica rispetto alle scelte tradizionali; in particolare, occorre che queste strategie siano adattate ai diversi sottogruppi, tenendo conto delle rispettive vulnerabilità. 

Lo studio si inserisce nella cornice del progetto internazionale INF-ACT, un programma di ricerca che vede la collaborazione di diverse università ed istituzioni italiane, con l’obiettivo di rispondere ai bisogni ancora insoddisfatti legati alle malattie infettive emergenti nell’uomo.



Bibliografia

L’articolo: https://www.thelancet.com/journals/lanepe/article/...(26)00015-3/fulltext

https://www.otto.unito.it/it/articoli/quasi-un-adu...

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